| » | Un pasdaran sfigato
di Augusto Illuminati Qualcuno si era creduto che Monti il “modernizzatore” rappresentasse una ... |
| » | Quarto di Napoli: in tremila per dire no alla discarica
Sabato, 4 febbraio: tremila persone in piazza a Quarto, nella zona flegrea della provincia di ... |
| » | Il manifesto di Napoli
- 04.02.2012(Redatto sulla base della relazione introduttiva, del dibattito seminariale e de ... |
| » | Bologna - Le grandi manovre lasciate alla solidarietà
Bologna in questi giorni è coperta di neve. La città è sospesa, tutto sembra rallentato. I qua ... |
| » | O la vita o la borsa
di Francesco Raparelli L'articolo che segue è parte della sezione Povera Europa dell'ultimo num ... |
| » | Padova - Si parte ... con la campagna d'obbedienza civile
Le temperature "polari" non hanno fermato l'iniziativa del Comitato Provinciale Due Sì per l'a ... |
| » | Colombia, contro la pace a suon di bombe
Tre attentati in 2 giorni con 18 morti e decine di feriti distruggono il flebile sentiero verso la f ... |
| » | Francia, banlieue dimenticata
I candidati alle presidenziali di aprile ignorano le periferie nei loro programmi |
| » | Atene. Lenta agonia
Margherita DeanAccelerare/frenare. È imbarazzante. Di venerdì avvisi, allerti, dici "guardate, forse ... |
| » | Cambogia, torna il tribunale del popolo
Si occupa di lavoro e porta a giudizio i grandi marchi internazionali dell'abbigliamento |
Polisportiva Antirazzista Uppercut |
|
LA POLISPORTIVA UPPERCUT E L’ASSOCIAZIONE “MIGRANTI SENZA FRONTIERE”
L’Uppercut ha sede nell’ex caserma dei vigili del fuoco, laboratorio sociale autogestito da diverse realtà, tra cui l’Associazione “Migranti senza Frontiere”. L’associazione è composta in stragrande maggioranza da migranti. I suoi obiettivi sono: combattere il clima di incalzante razzismo e intolleranza che quotidianamente subiamo in questo Paese, promuovere l’auto-organizzazione delle comunità migranti alessandrine, condividere delle proposte da rendere pubbliche per il miglioramento generale di questa città. Partendo dallo sport come organizzazione del tempo libero e come modo di relazionarsi tra persone ricche di diversità da valorizzare, l’Uppercut vuole dare il proprio contributo al bagaglio sociale dell’Associazione “Migranti senza Frontiere”. La polisportiva cercherà di integrare e approfondire il legame con gli altri progetti sociali: dallo sportello legale, alla scuola per alfabetizzazione, dalla distribuzione di vestiario all’organizzazione di iniziative pubbliche di analisi o culturali. Inoltre, insieme all’Associazione “Migranti senza Frontiere”, la Polisportiva Antirazzista Uppercut sarà sempre al fianco di tutte quelle persone che lotteranno per rivendicare diritti e dignità, nel rispetto e nella consapevolezza che in una società meticcia i diritti sono di e per tutti. COS’E’ LA POLISPORTIVA ANTIRAZZISTA UPPERCUT Un esperimento. Uno sport libero, con costi limitati per chi lo pratica e che sappia trasmettere rispetto e solidarietà: da questo sogno nasce il progetto della Polisportiva Antirazzista Uppercut. Vogliamo uno sport che sia specchio della dignità di chi lo pratica, di chi sta “in basso” e costruisce un modo nuovo di stare insieme, di chi rispetta l’avversario nella vittoria e sa rimanere a testa alta nella sconfitta. Questa, per noi, è l’anima popolare dello sport. Per questo ci chiamiamo Uppercut, perchè come un pugno montante “agiamo e colpiamo dal basso”. Gli inizi. Abbiamo iniziato nel 2007 con un corso gratuito di thai boxe all’interno del CSOA Crocevia, spazio sociale libero e antirazzista, e subito si sono aggiunti molti ragazzi, abbiamo cominciato a sentire molte lingue,italiano, rumeno, russo, spagnolo, arabo,ma parlandone una sola, comprensibile a tutti: quella della fratellanza tra chi riconosce, rispetta e valorizza le differenze. Antirazzisti. Ogni calcio, ogni pugno, preso o dato, è contro il razzismo. Essere antirazzisti, per noi migranti e italiani, è un fatto imprescindibile. Lo sport non significa soprafazione, ostentazione della violenza ottusa. Significa non discriminare e non aver paura in una società paralizzata dal terrore verso il “diverso”. Sport di Lotta. Il 17 ottobre 2008, insieme ad altre associazioni alessandrine, abbiamo riaperto l’ex Caserma dei Vigili del Fuoco, stabile abbandonato da anni, al cui interno è presente una palestra gigantesca. Avevamo bisogno di uno spazio in cui portare avanti la nostra idea di società e, dopo due settimane di occupazione, abbiamo ottenuto la gestione di questo spazio. Taekwondo, Boxe, Calcetto sono i corsi che sono subito ricominciati. Oggi, con l’orgoglio di chi è consapevole che c’è consequenzialità tra come si vive e come si pratica lo sport, continuiamo a scrivere la nostra storia in modo degno, popolare, antirazzista. |